>Finisterre:[I vostri commenti][Your comments]
"Finisterre Maremma Toscana Rosso IGT"
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2006 Poggio Argentiera Finisterre is a 50/50 blend of Syrah and Alicante (Grenache) grapes, fermented in french oak, coming from low yields I was prepared for a torrid love affair.
However, this wine is a real puzzler. I am not sure where I stand with it. On the one hand it has a good balance and structure and on the other it wasn’t packed with flavours I enjoy. It gave me the impression of that class mate at school who you didn’t really like but was a favourite of the teachers. The teacher would always be throwing him questions and nods like they had some kind of secret understanding between them. 10 years later you look him up on Facebook and he is the Liberal Democrat candidate for Wirral South*. This wine clearly has something to say, I’m just not sure what it is, or if it’s profound or interesting yet it’s giving off hints that it could be destined for greatness…. or maybe not. I need to make a date with this wine on the 16th September 2018.
Poggio Argentiera Finisterre 2006 - PASS - €35
Deep purple in the glass, vibrant. Aromatically a little tight then comes a chocolate nose, some blackcurrant too. Really quite tannic with a full bodied mouth feel, complex, nice structure, lacking fruit on the mid palate also quite bitter, backward, get the feeling I’m drinking this wine far too young. 89 Points
Given a little more time to breath and pairing it up with the Italian cheeses the wine took on a softer character and was much more enjoyable. My final word on this wine - if you want to buy it and drink it today pair it up with some chunky meats or hard cheeses and give it several hours breathing space. I do believe this wine will show something more subtle and refined in 10 years time. I must PASS the wine for drinking today at that price point though. What I would like is an older vintage as this simply doesn’t feel like a wine you should be judging today. *hint hint*
Read the original post here
≡ Italian Wine Blog Wine90 on Settembre 17, 2008 16:31bbiamo deciso l’accoppiata perchè sono “vini cugini”, due Maremma Toscana Rosso IGT, due neroni… due vini di carattere.
Molto interessante è stato l’assaggio in sequenza, per cogliere le due personalità e il frutto di due stili diversi di lavorazione.
Le bottiglie presentano le stesse caratteristiche del Bellamarsilia, una bella presenza con la retro-etichetta un pò pienotta.
Maremmante 2007 - Maremma Toscana Rosso IGT
Si presenta con un viola profondo.
Avvolgenti i profumi di mirtilli maturi e liquirizia.
Importante in bocca, con il dolce ben bilanciato alle note fruttate e con un buon finale.
Nasconde piuttosto bene la sua forza ed è piaciuto a tutti.
Finisterre 2006 - Maremma Toscana Rosso IGT
Un bel granato scuro è il biglietto di presentazione.
Bouquet complesso con frutta matura, vaniglia e sentori di tostato.
In bocca è morbido ed avvolgente, il dolce domina con la cioccolata.
Nonostante la gradazione, paletta alzata per il pubblico più femminile.
Una gran bella degustazione doppia, preferenze a parte solo complimenti.
≡ Giorgio on Settembre 18, 2008 16:59Abbiamo iniziato mercoledì con Finisterre 2006.
L’abbiamo aperto un’oretta prima di degustarlo. Pochino.
Infatti, abbiamo apprezzato una piacevolezza e rotondità molto più spiccate il giorno dopo.
Al naso evidente il “cioccolato” (davvero fantastico) mentre al gusto sorprendente è la liquirizia.
Legno giusto. Col pecorino eccezionale!
Totale: fantastico!!!!
Post originale qui (con video, da non perdere la colonna sonora!)
≡ Francesco Travaglini on Settembre 21, 2008 09:05Finisterre 2006.
Versato nel bicchiere è di un rubino carico, scuro, impenetrabile. Girato nel bicchiere mostra archetti fitti e lenti (siamo di fronte ad un campione che dichiara 14,5% Vol). Al naso rispetto al Maremmante si svela con più timidezza, i profumi sono tenui e bisogna essere più concentrati per scorgere tutte le sfumature che poi man male ci regalerà. Anche qui fin da subito si mostra l’amarena a cui seguono molto dopo, e con una buona ossigenazione, sfumature di cacao ,caffè e un leggero fondo speziato.
In bocca è elegante, equilibratissimo. Legno completamente integrato con tannini levigati e setosi. La buona vena acida contrasta benissimo l’estrema alcolicità del vino rendendolo molto piacevole alla degluttizione. Molto molto buono. Devo dire estremamente elegante anche se un pò reticente a farsi scoprire.
Abbinamento con carni alla brace.
Leggi tutto il post orginale per maggiori dettagli su Buongustai.biz
≡ Buongustai.biz on Settembre 21, 2008 14:42Finisterre (2006), 50% Alicante, 40% Syrah, 10% Cabernet franc, fermentazione in barrique e 18 mesi di affinamento in botti d’Allier
Queste premesse hanno fatto un pò storcere il naso a qualcuno per la paura del ‘troppo legno’, ma s’è dovuto ricredere.
Nonostante non sia filtrato si presenta limpidissimo, di un bellissimo colore caldo, intenso, invitante; ti fa venire in mente il broccato rosso, e ti vien quasi voglia di toccarlo per sentirne la sensazione sulle mani.
Gli archetti sul bicchiere sono consistenti, scendono morbidamente, accattivanti, tanto da farci continuare a giocare col bicchiere.
Al naso si presenta pulito, ricco, intenso e molto armonico; si percepiscono le spezie, il pepe e iniziamo a percepire i terziari.
In bocca è impattante, perché i tannini sono davvero piacevoli (belli, belli, belli !!), non aggressivi; si nota l’affinamento in legno, che contribuisce ad esaltare e non a coprire le caratteristiche dell’alicante e del syrah. Ha quel “certo non so che” di particolare, di speciale, probabilmente dovuto alla fermentazione in barriques. Ha un corpo ottimo, ma non ancora eccellente, così come la persistenza.
Lo abbiamo penalizzato sul retrogusto, per una puntina di amaro sulla lingua che ci è sembrata stonata. Ma coe detto inizialmente, abbiamo voluto fare le pulci su tutto…
≡ Le pubbliche relazioni del vino on Settembre 21, 2008 16:51Le valutazioni delle schede sono andate dagli 85 agli 87, penalizzato un poco sulla finezza olfattiva che ci ha visti indecisi tra il buono e l’ottimo, e il retrogusto.
Kitty, una volta avuto il vino nel bicchiere, l’ha subito portato alla bocca e bevuto; la valutazione dettagliata non serviva, secondo lei: ottimo e basta! Ancora prego…
Tra tutti, è il vino che è piaciuto di più…
Leggi il post originale delle Pubbliche Relazioni del Vino per maggior dettagli.
Finisterre 2006
≡ piergiovanni on Settembre 23, 2008 18:4950% Sirah - 50% Alicante
Rosso cupo, rubino sangue di piccione. I profumi rimandano alla resina e alla cenere di caminetto, in bocca è ampio e avvolgente, si susseguono note di foglia di pepe e carne cruda, la vaniglia della botte nuova è solo un leggero sottofondo e non disturba. L’equilibrio è già pieno e la forte alcolicità è pienamente equilibrata da una bella acidità che gli garantirà una bella evoluzione nel tempo.
I difetti non me li sono dimenticati, qui proprio non li ho trovati, già buono ora, ancora meglio in futuro…
Il repentino cambiamento del tempo e il notevole abbassamento delle temperature, sono il preludio ideale per una serata passata in compagnia di vecchi amici, tutti buoni degustatori di vino e di cibi. Qualche buon piatto per accompagnare gli assaggi e per sperimentare gli abbinamenti, e si inizia.
≡ I cretini del Venerdi on Settembre 24, 2008 09:20All’apertura della confezione ci si rende subito conto di trovarsi al cospetto di prodotti di qualità.
Bottiglie ben vestite e dall’aspetto originale, con etichette complete anche se in taluni casi non sempre perfettamente leggibili. Qualche nota stonata, ma in modo impercettibile, come nel caso del “FONTE 40” (un po’ aggressiva) o del “PRICIPIO” (cupa, quasi oscura). Bella etichetta, ma leggermente inadatta per il “BELLAMARSILIA”, mentre un plauso va all’austera eleganza per “CAPATOSTA” e “FINISTERRE”. Per quest’ultimo apprezzato anche il nome.
Dopo questi preamboli, sotto l’insistenza dei commensali, con la salivazione in abbondante crescita, si è passati all’apertura delle bottiglie, seguita da un applauso e da qualche sbuffo di impazienza.
…
Per ultimo, per fortuna, (l’alcool comincia a far sentire i suoi effetti) il “FINISTERRE”. Ci è piaciuto il nome, l’etichetta, il tappo, la bottiglia (purtroppo una sola…). Rosso da ammirare, profumi evoluti sui quali elucubrare, complesso, rotondo, armonico, molto equilibrato nonostante l’alta gradazione. Da tenere in cantina. Purtroppo è finito… ce ne vorrebbe dell’altro!
Finisterre 2007
Oggi commentiamo questo vino rosso della Maremma composto da un uvaggio fifty-fifty di Alicante e di Syrah, con i vigneti situati su terreni sabbosi-limosi nelle vicinanze del Parco naturale della Maremma. La vinificazione è accurata, viene svolta anche la malolactica e l’invecchiamento avviene in barriques di rovere di allier (una delle migliori boschi di questo legno) di secondo e terzo passaggio, in modo da non lasciare troppo il segno. Complimenti per il packaging che è piaciuto tantissimo!!!
Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino tendente al porpora con dei riflessi bleu, l’estrazione è molto carica e profonda, La fluidità , con i suoi archetti fitti che scendono lentamente ci permette di “intravedere” un bel tenore alcolico.
Al primo naso ci troviamo davanti ad un bouquet secondario, con una buona intensità e persistenza, il frutto è maturo e il passaggio in legno si dimostra discreto e molto elegante e la qualità è buona. Al secondo naso troviamo aromi concentrati di frutta a bacca nera come mora e mirtilli abbastanza maturi, che poi lasciano spazio a sentori pepati, di garrigue (il termine usato dai francesi per descrivere un misto di profumi tipici del territorio come timo, origano, salvia, finocchio mischiati a sentori di terra), risalta in un secondo tempo una leggera nota di violetta e di ciliegia sotto spirito.
I primi istanti dell’esame gustativo ci rivelano che il vino è secco, caldo in alcool, abastanza fresco in acidità, l’insieme ci dà una bella percezione di rotondità e morbidezza con dei bei tannini presenti ed avvolgenti, mai agressivi, che cominciano a fondersi con il vino; ha una buona struttura ed è abastanza ben amalgamato, con l’alcolicità che esce leggermente fuori da questo equilibrio, la persistenza finale è di media lunghezza.
E’ un vino che si può già apprezzare anche se darà il meglio di sè tra un paio d’anni, io non l’ho caraffato ma questa operazione è da compiersi con questo vino. Lo si può abbinare a piatti abbastanza strutturati come selvaggina in umido, piccione arrosto magari con funghi porcini freschi, una bella tagliata di manzo marinata in salsa tampiquena con i suoi sentori piccantini che vanno nel senso del vino.
Il vino mi piace ed è piaciuto anche ai miei colleghi, normalmente io non metto i voti perchè, secondo me, un vino lo si deve descrivere ed eventualmente spiegare i vari perchè della degustazione senza “incatenarlo” ad un voto.
≡ vinoglocal on Settembre 24, 2008 15:25Leggi il post originale sul vinoglocal qui.
Il Finisterre 2006, invece, è piaciuto di nuovo tanto a tutti, è tutto un coro di:
≡ Tiziana Ferrando on Settembre 24, 2008 16:40buono
ottimo
raffinato
il migliore
finisterre 2007.
≡ Paolo Tombolini on Settembre 25, 2008 16:01sfoderato nel panel test come buon ultimo, qui amici siamo di fronte ad un cavallo di razza, un purosangue, o meglio purovino, blend ben dosato e tostato nel legno mai pesante ma che nobilita ogni sorso. Mamma mia che buono e quanto è lungo in bocca.
Degustato con formaggi stagionati a pasta dura, anche abbinati con composte di frutta e miele.
Dimenticavo, può sopportare qualunque carico e per lungo tempo ancora (anzi sarà ancora meglio).
Finisterre 2006
≡ massimo sacco on Settembre 27, 2008 09:49Oggi commentiamo questo vino rosso della Maremma composto da un uvaggio fifty-fifty di Alicante e di Syrah, con i vigneti situati su terreni sabbosi-limosi nelle vicinanze del Parco naturale della Maremma. La vinificazione è accurata, viene svolta anche la malolactica e l’invecchiamento avviene in barriques di rovere di allier (una delle migliori boschi di questo legno) di secondo e terzo passaggio, in modo da non lasciare troppo il segno. Complimenti per il packaging che è piaciuto tantissimo!!!
Il vino si presenta con un bel colore rosso rubino tendente al porpora con dei riflessi bleu, l’estrazione è molto carica e profonda, La fluidità , con i suoi archetti fitti che scendono lentamente ci permette di “intravedere” un bel tenore alcolico.
Al primo naso ci troviamo davanti ad un bouquet secondario, con una buona intensità e persistenza, il frutto è maturo e il passaggio in legno si dimostra discreto e molto elegante e la qualità è buona. Al secondo naso troviamo aromi concentrati di frutta a bacca nera come mora e mirtilli abbastanza maturi, che poi lasciano spazio a sentori pepati, di garrigue (il termine usato dai francesi per descrivere un misto di profumi tipici del territorio come timo, origano, salvia, finocchio mischiati a sentori di terra), risalta in un secondo tempo una leggera nota di violetta e di ciliegia sotto spirito.
I primi istanti dell’esame gustativo ci rivelano che il vino è secco, caldo in alcool, abastanza fresco in acidità, l’insieme ci dà una bella percezione di rotondità e morbidezza con dei bei tannini presenti ed avvolgenti, mai agressivi, che cominciano a fondersi con il vino; ha una buona struttura ed è abastanza ben amalgamato, con l’alcolicità che esce leggermente fuori da questo equilibrio, la persistenza finale è di media lunghezza.
E’ un vino che si può già apprezzare anche se darà il meglio di sè tra un paio d’anni, io non l’ho caraffato ma questa operazione è da compiersi con questo vino. Lo si può abbinare a piatti abbastanza strutturati come selvaggina in umido, piccione arrosto magari con funghi porcini freschi, una bella tagliata di manzo marinata in salsa tampiquena con i suoi sentori piccantini che vanno nel senso del vino.
Il vino mi piace ed è piaciuto anche ai miei colleghi, normalmente io non metto i voti perchè, secondo me, un vino lo si deve descrivere ed eventualmente spiegare i vari perchè della degustazione senza “incatenarlo” ad un voto.
Finisterre ‘06 : piu’ equilibrato e piacevole rispetto al fratello maremmante, forse l’uso del legno giova al prodotto. Unico neo come anche in altri vs vini il grado alcoolico che credo risulti negativo in funzione delle nuove leggi e anche della fruibilità maggiore del prodotto.
≡ Andrea Terraneo on Settembre 28, 2008 15:56Finisterre 2006Colore rubinio carico e cupo.
≡ Luca Risso on Settembre 28, 2008 15:57Naso non perfettamente pulito, fortemente speziato, con pepe in evidenza e frutto mascherato da sentori tostati. Sfumature di vaniglia.
Corpo importante, con tannini un po’ polverosi. Discreta persistenza.
Vino di non facile inquadratura, in cerca di armonizzazione e necessitante di ulteriore affinamento in bottiglia.
FINISTERRE 2006
≡ Rexbibendi Puglia on Settembre 28, 2008 16:25Naso speziato di pepe in particolare e sensazioni di chiodi di garofano , Frutta rossa , sentori di macchia mediterranea e cenni di mineralità
Tutto sommato bocca alquanto equilibrata dove la sapdidità tende ad evidenziarsi . 83
Finisterre (2006 - Alicante e Syrah - 14,5 gr.alcolici) scende nel bicchiere piuttosto pesantemente svelando un colore rubino che vira decisamente verso il violaceo, il profilo olfattivo come quello gustativo sono segnati dal legno che si percepisce troppo nettamente (sentori di vaniglia in particolare), oltre a questo al naso si percepisce il cacao amaro e frutta rossa molto matura, quasi sotto spirito molto nascosta dagli altri riconoscimenti.
≡ Fabrizio on Settembre 28, 2008 23:16In bocca, pur essendo abbastanza fresco il tannino asciuga e domina, trovando come unico bilanciamento l’alcol che compromette a mio modo di vedere la bevibilità, il finale di bocca è decisamente amaro.
Post orginiale qui
Insieme al Maremmante rappresenta il rosso aziendale da me preferito. Di un rosso rubino carico, impenetrabile, il vino esprime all’olfattiva tutto il carattere dell’uvaggio utilizzato. Note intense di confettura di frutti neri, pepe nero, cioccolato fondente,liquirizia e vaniglia. Al gusto si presenta pieno, morbido, strutturato, con un tannino ben presente e controbilanciato da una importante componente alcolica. Bella la persistenza finale. Un vino che per via del legno ancora presente e per il tannino ancora troppo aggressivo andrebbe lasciato affinare ancora per qualche anno.
≡ andrea petrini on Settembre 29, 2008 10:32Da non esperto penso che sia davvero troppo alcoolico. Forse non l’ho fatto respirare troppo, forse ho sbagliato abbinamento, ma mi sembra che l’alcool sia davvero troppo dominante, i profumi risultano nascosti, il gusto amaro e tannico. Non particolarmente bevibile.
≡ Alessandro Pecci on Ottobre 1, 2008 14:342006
≡ Lorenzo Pansani on Ottobre 1, 2008 17:13Calore e spezie di primo acchito, voluminoso roteare e fitta trama di archetti, poco male:
c’era roastbeef sulla tavola e salsa di tartufo a guarnirlo.
E’ un vino che testimonia attenzione, tecnica, voglia di osare; la sostanza c’è così comne l’intensità: l’abbinamento è centrato e siamo sicuri che nello scorrere delle annate questo vino darà occasione all’azienda di proporre un prodotto di grande finezza ed armonia, meno muscoli e grande eleganza.
Tra i commensali le Signore son quelle che han più gradito.
FINISTERRE 2006
≡ nicola alocci on Ottobre 1, 2008 21:03Grande entusiasmo a tavola, veramente bono. Come abbinamento abbiamo svuotato la dispensa di casa: porcini e peperoni gialli sottolio, pecorini tirati, marmellata di cipolle e di melone.
Rubino profondo tendente al mattone con unghia viola, sembra pronto, una morbida entrata in bocca porta a note asciutte di frutta rossa e aromi terrosi, molto pulito in bocca, aromi minerali e spicca una bella sensazione mista tra amarena e lampone, seguono note più decise ed intriganti, leggero cuoio, cioccolata, radice di liquirizia, alle quali seguono un finale elegante. Una bella orchestra mediterranea seguita da un assolo di spezie. !!!!!!!
Drink now or later.
Finisterre 2006
≡ luigi bellucci on Ottobre 8, 2008 12:34Rosso di 14,5 gradi dal lotto L 0801301.
Ottenuto da vitigni Alicante (50%) e Syrah (50%) della Maremma Toscana.
Colore: Rosso rubino pieno.
Naso: Delicato, con sentori speziati e lievi note di frutti rossi maturi,
mirtillo e lampone.
Bocca: Discretamente pieno, intenso e persistente, con buon equilibrio
nonostante marchi troppo il legno di affinamento, che si avverte nella nota
amara troppo lunga e accentuata. Retrogusto gradevole di prugna matura e
mirtillo.
Punti attribuiti in ventesimi: 16
Finisterre - IGT Maremma Toscana Rosso
≡ Davide Canina on Ottobre 8, 2008 12:51Uvaggio: Syrah 50% - Alicante 50%
Legno più equilibrato sia al naso che in bocca. Sentori vanigliati forse un po’ forti ma che per i vitigni usati si adatta meglio rispetto al Morellino. Vino senza difetti ma non troppo bevibile.
JLF Test = circa metà, forse un po’ di più.
Post originale qui : DavideCanina.com
Finisterre: assaggiando questo vino rosso di notevole qualità, non si può che notare il passaggio in barriques, che ne ha levigato il gusto, t lascia in bocca un forte sentore di legno e nonostante un tocco di acidità di troppo, una volta bevuto lascia un ottima impressione in bocca, con un aggettivo: elegante. Voto 7+
≡ Andrea Capaccioli on Ottobre 8, 2008 15:49Post originale qui: Ciocci Thinks
Finisterre 2006
≡ Aristide on Ottobre 9, 2008 11:55Anche questo è un uvaggio di Syrah 50%, Alicante 50%. Leggero sentore di tappo, a giudizio di tre membri del panel, ha alterato decisamente le valutazioni. Peccato. Bel colore, accentuata presenza dei tannini, potenzialmente migliore del Maremmante, ma considerato lo stato della bottiglia occorre una valutazione supplementare…
Giudizio sospeso.
Post originale su Aristide qui.
LA PRESENTAZIONE
≡ Emiliano Brunori on Ottobre 23, 2008 16:54Il Finisterre 2006 nasce poco lontano dalla costa maremmana da uve alicante e syrah, figlie di vigneti con rese bassissime. La lavorazione dichiarata dal produttore si allinea con quelle dei vini di maggior pregio: fermentazione e poi un anno e mezzo di affinamento in barriques, selezionate con mano leggera: niente tostature forti e uso di botti già usate almeno due volte.
L’ESPERIENZA
Il Finisterre ha un personale prevedibile: un rosso carminio appena trasparente, che data la giovane età della bottiglia ha una vena purpurea, è il giusto risultato della vinificazione di queste uve. Da notare anche la consistenza di questo elisir, che sembra non voler uscire dalla bottiglia: forse sa che è ancora presto.
Mentre l’annuso, niente mi stupisce ma tutto mi garba: il vino che ho nel bicchiere manda esalazioni profumose intense, che ricordano innanzitutto piccoli frutti nerastri, come il gelso e il cassis, per poi approfondire il concetto: si svela a poco a poco una liquirizia notevole, cresciuta su una mineralità sabbiosa da cui fa capolino di tanto in tanto qualche imbarazzato fiorellino purpureo. Niente male: ci sono potenza e terroir, e anche una discreta eleganza.
Mando giù un sorso e subito faccio un cenno di assenso: il Finisterre dilaga con gentilezza e buon equilibrio mostrando un estratto notevole che svela dei tannini di media presenza e di qualità ottima, assistiti prontamente da un’alcolicità importante ma necessaria, una piacevolissima morbidezza e la spinta, a questo punto indispensabile, di una buona sensazione rinfrescante, per cui ringraziamo sapidità e freschezza. A colpire nella beva è soprattutto la sensazione tattile: il vino è quasi cremoso, e lascia una bocca soddisfatta dopo un finale dove torna, senza invadenza, l’amica liquirizia.
IL GIUDIZIO: VIRTUOSO
Ho degustato il Finisterre a 18°C in seguito ad una ossigenazione di mezz’ora in caraffa e qualche giro nel bicchiere.
I tannini sono di ottima qualità e le sensazioni olfattive chiare e distinte: sono certo che le cose andranno per il meglio, donandoci un vino grande, maturo e perfettamente equilibrato tra due o tre anni.
Il prezzo di acquisto è solitamente compreso tra i 30 e i 40 euro.
La degustazione ha avuto luogo giovedì 25 settembre 2008.
Post originale qui: Io non sputo.
Finisterre 2006
L’uvaggio richiama il Maremmante (leggi recensione), mezzo Syrah, mezzo Alicante.
Anche il colore, rosso rubino intenso, concentrato, quasi impenetrabile ricorda il fratello minore Maremmante. Qui, però, il bicchiere è più denso, glicerinoso, lento a scorrere.
Il naso del Finisterre è fine, con note fruttate in primo piano. Una bella prugna matura, intanto, ma anche ciliegia sotto spirito, più croccante. Ad una seconda olfazione, dopo aver mosso un po’ il calice, emergono succose amarene, di immediata piacevolezza.
L’olfatto è, quindi, complessizzato dalla permanenza (18 mesi) in piccoli legni di Allier. E’ un legno elegante, mai invasivo, che origina essenze balsamiche e mentose spezie.
In bocca è un vino caldo, pieno, di gran polpa carnosa. La volumetria è così presente da divenire tattile.
I tannini gallici compendiano, con la loro morbidezza, i più irruenti catechici del rosso liquido, creando un’apprezzabile armonia.
Nella post gustativa, non particolarmente lunga, si apprezza una prugna netta, col tannino che non lascia facilmente le gengive.
Un prodotto ambizioso, figlio d’un frutto costitutivo di carnosa maturità.
L’alcol (14,4% vol.), i tannini e la concentrazione estrattiva mettono un po’ all’angolo le note più fresche, che pure non mancano.
Noi l’abbiamo gustato in abbinamento ad una lasagna al forno e ad un arrosto di manzo di breve cottura. Il bicchire si è comportato bene in entrambi i casi, con una performance, a nostro avviso, davvero notevole con la lasagna.
Sarebbe interessante provarlo con qualcosa di ancora più succulento e grasso, come un bel pecorino di grotta. Peccato non ne sia avanzata una goccia!
Nel complesso, una bottiglia di alto livello espressivo, già buona oggi, ma per la quale, soprattutto, immaginiamo un lungo futuro. Indicativamente, sarebbe opportuno riparlarne nel 2010, allorchè Finisterre 2006 dovrebbe aver raggiunto l’apice: ora è un giovin virgulto.
Leggi il post completo su Enoblog
≡ Giordanik on Novembre 17, 2008 20:24