gen
19
Attenzione: da domani 1 febbraio le vendite tornano ad essere “normali”. In questi giorni grazie agli acquisti e al contributo di tutti abbiamo raccolto ben € 1070,00 circa (due ordini non sono ancora stati pagati) con 11 ordini. L’intero ammontare verra devoluto come detto a Medici Senza Frontiere per l’emergenza Haiti. Non e’ poco mi sembra. Appena completati gli ordini di cui sopra postero’ di seguito i dettagli del pagamento. Grazie a tutti. Gianpaolo e Justine e famiglia.
A seguito del terribile sisma che ha colpito Haiti, vorrei dare un piccolo contributo da parte mia, come cantina (come persona ho fatto).
Il mio contributo è questo: il 100% del ricavato di ogni vino acquistato online qui, da oggi alla fine del mese di Gennaio, verrà devoluto a medici senza frontiere.
Questo è il link per il negozio online, pagamento con carta di credito o paypal o bonifico.
Il totale del ricavato vuol dire che girero’ l’importo completo del pagamento a medici senza frontiere, poi postero’ qui sul blog le prove del pagamento.
Gianpaolo
updates: primi € 40,00 di ordine appena arrivati ore 16:00 del 19/01/2010; € 95,00 di ordine arrivati ore 21:00 del 19/01/2010; € 95,00 di ordine il 20/01/2010; ancora € 45,00 di ordine: 27/01/2010 4 ordini per un totale di € 395,00 grazie.
totale già inviato a medici senza frontiere ad oggi: € 135,00, da inviare € 535,00, totale € 670,00!!!
grazie a tutti
Dati del negozio
Codice Esercente: 9006167
Insegna: Medici Senza frontiere onlus
06/44869225
msfonline@msf.it
Dati del pagamento
Data ora: 20/01/2010 10:22:31
Divisa: EUR
Importo: 135,00
Dati dell’acquirente
Sistema di pagamento utilizzato: VISA
Nome dell’acquirente: PAGLIA GIANPAOLO
≡ Category: Vino |
≅
6 Comments
dic
31
il 2009 e’ stato un anno da paura: grandi marchi che collassano, banche in crisi, credit crunch, economia allo sbando. Per chi ha una attivita imprenditoriale come la mia, con tanti capitali investiti anche con ricorso al credito, e’ una situazione di tensione, con i soliti problemi (pagamenti in primis) ancora piu’ accentuati rispetto alla situazione gia’ disastrosa del passato recente. I vini piu’ cari, come prevedibile, hanno segnato il passo in favore di vini meno cari, come il Morellino Bellamarsilia e il Maremmante. Tanti mercati importanti, come gli USA, sono fermi al palo anche per colpa del cambio euro/dollaro. Nonostante tutto finiamo l’anno con aumento a due cifre dei fatturati, una performance niente male sopratutto visto il contesto, e in parte anche inattesa.
Con quest’anno l’azienda e’ in conversione al biologico. E’ stato un passo a lungo meditato e deciso sopratutto per dare una svolta al sistema di coltivazione della vite e tirare fuori piu’ territorio. La mia idea e’ che il biologico ci guidera’ verso forme di allevamento diverse, piu’ mirate verso il raggiungimento di un equilibrio agronomico delle piante, con meno aiuti da parte della chimica e piu’ lavoro sul verde. Vogliamo piante in equilibrio, in grado di produrre piu’ freschezza e meno concentrazione. Vini piu’ lunghi e piu’ complessi. I primi risultati sono abbastanza incoraggianti, anche se come sempre avviene in agricoltura vedremo nel medio/lungo termine e saranno sicuramente necessari aggiustamenti in corso d’opera.
Continua la nostra politica di espansione in altre zone della Maremma grossetana. Sono ormai quasi 20 gli ettari di vigneto in affitto (oltre ai 22 di proprieta’), che vanno dal capalbiese, a Manciano, a Pitigliano, Saturnia, Montiano, Scansano e Cinigiano. E’ un grande impegno di lavoro, ma e’ una straordinaria occasione per noi di esplorare territori diversi, talvolta talmente agli estremi da sembrare quasi di essere in zone del mondo totalmente diverse. Ci stiamo sempre piu’ concentrando su questi vitigni: Sangiovese, Ciliegliolo (con stupende piante di quasi 50 anni), Alicante, Grenache per i rossi. Per i bianchi il lavoro e’ ancora piu’ appassionante, perche’ per noi rappresentano una parte piccola della produzione, ma totalmente stimolante sul piano della sfida e del divertimento. Le uve sono Ansonica e Vermentino, i nostri vitigni locali, con l’eccezione notabile del Sauvignon, che trova un territorio ideale a Pitigliano.
Per finire, come se non bastasse, abbiamo cominciato una piccola attivita’ di distribuzione e di rappresentanza di altri vini nel territorio della provincia di Grosseto, con alcune aziende maremmane di primo piano, altre aziende italiane importanti, e un paio di distribuzioni specializzate in noti e meno noti vini di molte parti del mondo, con la Francia in primis. In questo modo mi sembra quasi di concludere in maniera circolare il percorso del vino, dalla produzione alla vendita, dai miei vini ai vini degli altri, spesso straordinari.
Il lavoro quindi non ci manca, anzi sembra aumentare ogni anno come impegno, qualita’ e quantita’. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che lavorano con me, senza le quali nulla di questo sarebbe possibile e che ho visto negli anni crescere come professionalita’ in un modo incredibile.
Buon anno a tutti e speriamo che il 2010 sia un po’ piu’ rilassante, anche se ci credo poco, ma non ci spaventiamo.
dic
13
Tutto inizio’ intorno al 2005. Fino a quel momento ero stato socio, piu’ o meno soddisfatto, del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano. Mi ero iscritto subito appena cominciato a fare i primi vini, nel 1999, con aspettative di contribuire all’affermazione di questo vino per noi cosi’ importante, sia come produttore, sia come facente parte di un gruppo di colleghi con un intento comune, che si incontrano, discutono, elaborano strategie.
Ci si trovava nei locali del circolo del tennis di Scansano, una saletta striminzita, ma d’altronde eravamo poche persone, una decina al massimo che si frequentava, su 19 soci. Quindi eravamo poveri di mezzi, ma entusiasti di far parte di quell’onda che stava positivamente travolgendo la Maremma. Non passava giorno che una grande azienda, toscana o no, non decidesse di mettere piede, e vigne, dalle nostre parti. Si fece anche una presentazione dei vini, niente affatto male organizzata, che fu chiamata Morellino 2000. Doveva essere la prima di una serie. E’ stata l’ultima.
All’entusiasmo piano piano subentro’ in qualcuno la voglia di potere, quello con la p minuscola, quello da poltroncina nell’ente locale o nel consiglio comunale di un piccolo comune. L’occasione d’oro la forniva la stessa legge 164, quella che regola tutto l’ambaradan del vino, che suggeriva una pratica misteriosamente denominata in latinorum “erga omnes”, che in pratica significa sopra tutti (una specie di Uber Alles?). Ovvero, se il Consorzio di Tutela di una Denominazione di Origine riesce a rappresentare almeno il 66 % della produzione totale, e altri requisiti organizzativi vari (in pratica avere una sede e qualcuno che la mandi avanti), allora si puo’ far riconoscere dal Ministero, l’autorita’ per operare controlli su tutti i produttori di quella Denominazione, indipendentemente se siano aderenti al Consorzio o meno. In pratica il Consorzio diventa un poliziotto, i suoi controllori vengono equiparati a pubblici ufficiali, il suo presidente prende posto a tutti i tavoli dove in ambito locale si decide la politica del vino, insomma, e’ il potere vero. E a molti piace l’idea, quindi bisogna fare alla svelta per ottenere la certificazione dal Ministero. Prima cosa bisogna allargare la base produttiva per rientrare nel 66%, quindi da una ventina di produttori di vino, si deve passare ad oltre 100, si abolisce la tassa di registrazione (che io avevo pagato nella non simbolica misura di 5 milioni di vecchie lire, tanto per dire), si fanno entrare tutti i produttori della Cantina Cooperativa, gia’ di per se socia, come soci individuali, ognuno di adopera per far proseliti, e presto si ottiene il risultato.
Assieme al latinorum, cominciano a circolare concetti del tipo “non c’e’ miglior controllore di una Denominazione che il produttore stesso”. Come prego? Sono io che sono strano oppure il concetto e’ piuttosto che “non c’e’ peggior controllore di se stesso che il controllato”. Tra me e il Consorzio le cose cominciano a non funzionare piu’ bene, cominciano a partire lettere degli avvocati anche solo per poter consentire di consultare i verbali dei consigli. Addirittura vengo accusato di non voler i controlli perche’ forse ho qualcosa da nascondere. Ma io mica dico che non ci devono essere i controlli, solo che li deve fare un organismo terzo. E comunque dopo poco i controlli cominciano a venire. Sono fatti a sorteggio, come prevede la legge, ma per i primi tre anni vinco sempre io nei sorteggi, quando uno e’ fortunato! E comunque sempre tutto e’ regolare.
Insomma per farla breve io do le dimissioni (e con me altre tre o quattro aziende), mentre tutti continuano a darmi dello scemo, perche’ non capisco la rivoluzione dell’erga omnes, che portera’ grandi benefici al mondo del vino. Contemporaneamente tutte le risorse sono impiegate per questi controlli, che naturalmente devo anche io pagare anche se non sono socio, e si parla di parecchie migliaia di euro l’anno. E la promozione? Nulla, anzi, secondo alcuni dei vertici del Consorzio, non e’ una cosa che gli spetta, anzi, addirittura qualcuno mi arriva a dire che sarebbe proibita (?!).
Com’e’ andata a finire? Con questa frase che riporto pari pari dal sito Wine News, del Ministro Zaia, a proposito della revisione della legge di cui sopra:
Questa nuova legge – continua il Ministro – presenta una novità di portata storica: sarà infatti un soggetto terzo a decidere sulla qualità dei vini, e non più i Consorzi. Se un provvedimento simile fosse stato varato tempo addietro, casi come quello del Brunello non sarebbero accaduti. In questo modo invece saranno tutelati tutti quei produttori onesti che ogni giorno fanno il proprio lavoro con serietà e rispettando le regole.
Allora forse non ero io che avevo visto tanto male quando dicevo che la cosa non andava, in tutti questi mesi e anni, come qui:
Forse, dico forse, da ora si puo’ ricominciare a pensare al Consorzio di Tutela e a quelle che sono le nostre sfide future, che non sono poche. E forse e’ ora che il Consorzio ritorni ad essere quel luogo di confronto, di ideazione, di incontro, che piu’ gli si addice, e non un ennesimo centrino di potere. Ah, naturalmente ormai quella legge, prima considerata fondamentale, oggi non ha piu’ un padre neanche a cercarlo col lanternino.
dic
12
E venne il momento di essere dall’altra parte del tasting panel, ovvero dalla parte dell’assaggiatore. Dopo aver promosso, e in qualche modo lanciato in modo significativo l’idea in Italia, di far assaggiare i nostri prodotti e sopratutto di farli commentare liberamente da una platea la piu’ varia di persone, anche altri hanno seguito questa strada, sul vino, ma non solo (vedi qui una sorta di recente cronistoria dei vari tasting panel).
Eccomi qui a commentare una delle grappe dei Flli Brunello, in particolare quella della linea “I ricordi”, il cui filo comune e’ quello di recuperare vitigni rari, poco comuni, in via di sparizione. Io ho scelto la grappa di Aleatico di Gradoli, proprio perche’ non conosco quest’uva, anche se dal nome Aleatico mi aspettavo delle sensazioni aromatiche interessanti, e cosi’ e’ stato. Questa grappa si caratterizza per degli spiccati aromi floreali e di lavanda, con una bella bocca distesa, non di grande volume ma di buona precisione e piacevolezza. Una delle cose che mi ha piu’ colpito per come hanno organizzato gli assaggi, e’ la documentazione che hanno allegato alla confezione di grappa, tra l’altro corredata di utilissimi bicchieri da assaggio ufficiale. Personalmente non ero a conoscenza che esistesse l’ANAG, l’associazione di assaggiatori di grappe e acqueviti (a proposito, qual’e’ la differenza?), e grazie a questa iniziativa ho potuto rendermi conto che, ovviamente, anche la grappa come il vino ha tutto un suo mondo, fatto di regole di degustazione, di metodi, ecc. Utile e’ stato il diagramma per calcolare il punteggio di assaggio, non obbligatorio farlo ai fini del tasting panel, ma io l’ho fatto ed il punteggio che ho calcolato e’ stato 82/100.
E’ stata una esperienza interessante e un ulteriore prova che anche in Italia qualcosa si muove e che sono sempre di piu’ le aziende ched si gettano alle spalle un sistema di comunicazione datato e polveroso, e che invece si aprono alla conversazione col pubblico mediante un uso intelligente di internet. Bravi e grazie, complimenti per la grappa e anche per aver accettato il mettersi in gioco.
Un consiglio, il sito e’ ben fatto, ma non sono stato in grado di trovare un immagine della bottiglia per poterla riportare sul blog, forse sarebbe interessante inserire una sezione dove poter scaricare schede tecniche e immagini, e, anche in funzione di iniziative come questa, una sezione apposita per i commenti dei consumatori.
Post recenti
⇒ Vino per Haiti
Attenzione: da domani 1 febbraio le vendite tornano ad essere "normali". In questi giorni grazie agli acquisti e al contributo ...
gennaio 19th, 2010 | Category:Vino
| Comments (6)
⇒ cosa abbiamo fatto, cosa faremo
il 2009 e' stato un anno da paura: grandi marchi che collassano, banche in crisi, credit crunch, economia allo sbando. ...
dicembre 31st, 2009 | Category:Detto tra amici, Vino
| Comments (8)
⇒ Erga Omnes? E chi l’ha voluta?
Tutto inizio' intorno al 2005. Fino a quel momento ero stato socio, piu' o meno soddisfatto, del Consorzio di Tutela ...
dicembre 13th, 2009 | Category:Geremiadi, Vino
| Comments (8)